giovedì 14 aprile 2011

Pasqua alle crociate

Attaccare dalla prima pagina di Repubblica on-line un'insegnante milanese e il suo blog, usando il solito vecchio schema d'identificazione: criticare, anche aspramente, la politica dello stato d'Israele, significa essere antisemiti.
Gli estratti a cui si fa vagamente riferimento nell'articolo, ammesso che siano mai stati veramente scritti e comunque totalmente estrapolati dal loro contesto, possono essere letti in ogni modo, e in questo caso quello che fa comodo, quello che fa notizia, è sparare in prima pagina la notizia dell'antisemita che inquina le giovani menti degli scolari milanesi.

Cito testualmente dall'articolo (il virgolettato sarebbe opera della blogger accusata di antisemitismo):
"«Per quanto riguarda la trattazione scientifica dell’Olocausto, gente come Faurisson ha preso le botte e ha fatto la galera. La scienza richiederebbe una ricostruzione scientifica delle argomentazioni contro, non le botte e la galera», scrive in un articolo, aggiungendo che il negazionista in questione è «perseguitato da oltre 25 anni da leggi che negano il diritto alla ricerca ed alla libertà d’espressione». Salvo omettere di scrivere che Faurisson nega l’esistenza delle camere a gas e dello stesso sterminio degli ebrei. "
Quello che la blogger sta dicendo è semplicemente che i negazionisti non vanno eliminati con la violenza, ma è necessario contrapporre ai loro vaneggiamenti argomentazioni storiche. Marco Pasqua invece sembra essere più propenso per la violenza.

Prosegue:
"Forse perché l’atteggiamento dei negazionisti verso questa «verità di stato», sostiene in un vecchio post, potrebbe essere un «sintomo del fatto che questa verità sia viziata e viziosa», «la prova dell’esistenza di un complotto per nascondere una verità molto più scomoda di quella ufficiale»".
Quello a cui si fa qui riferimento, senza alcuna conoscenza della questione da parte di Pasqua evidentemente, è quanto affermato, ad esempio, nel libro di Finkelstein "L'industria dell'Olocausto - Lo sfruttamento della sofferenza degli ebrei". Finkelstein è uno storico americano ebreo, figlio di due sopravissuti ai campi di concentramento. Come scrive egli stesso nel libro sopra citato "Mia madre e mio padre erano dei sopravissuti al ghetto di Varsavia e ai campi di concentramento. Tranne loro, tutti gli altri membri dei due rami della mia famiglia furono sterminati dai nazisti". Esattamente le credenziali di un neo-nazista.
La tesi sostenuta nel libro è la seguente: le organizzazioni ebraiche che si sono erette ad uniche rappresentanti dei sopravissuti ai campi di concentramento hanno costruito intorno all'Olocausto un mercato che muove miliardi di dollari, una irrilevante parte dei quali finisce veramente ai sopravvissuti ai lager (ai genitori di Finkelstein furono offerti 1000 $ a testa), promuovendo inoltre le politiche di occupazione dello stato israeliano in Palestina (sulle quali nemmeno mi metto a discutere) con azioni di lobby presso l'amministrazione americana.
E sono gli stessi sopravvissuti ai lager a criticare l'uso strumentale che il Congresso Mondiale Ebraico ha fatto e continua a fare dello sterminio nazista. In un'udienza di fronte alla commissione sulle relazioni internazionali, presso la Camera dei rappresentanti degli USA, un avvocato dei sopravvissuti ha affermato che "Il Congresso Mondiale Ebraico ha creato una perfetta industria dell'Olocausto" ed è "colpevole di promuovere un odioso ritorno di fiamma dell'anisemitismo in Europa" (cfr Norman Finkelstein "L'industria dell'Olocausto").
Inoltre, sono queste stesse organizzazioni che, pur di estorcere soldi ai paesi Europei (Svizzera e Germania in testa) in nome dei sopravvissuti ai lager, aumentano a dismisura il numero dei sopravvissuti, validando le tesi negazioniste. "E' risaputo che la Soluzione Finale fu uno sterminio industriale, portato a termine con efficienza senza precedenti, con tecniche da catena di montaggio. Ma se, come sostiene l'industria dell'Olocausto, sopravvissero svariate centinaia di migliaia di ebrei, dopo tutto la Soluzione Finale non fu così efficiente. Deve essere stato un massacro condotto in modo casuale: esattamente quello che sostengono color che negano l'esistenza dell'Olocausto" (ibidem).
Per aver sostenuto tesi di questo tipo con opportuna documentazione, Finkelstein, su pressioni delle lobby israeliane, è stato estromesso dall'insegnamento accademico negli USA. La stessa cosa che accadde in Israele a Ilan Pappè, storico ebreo che ha dovuto lasciare Israele per via delle tesi sostenute nei suoi libri (e anche qui, andateveli a leggere i libri, prima di giudicare, cominciando da "La pulizia etnica della Palestina").

Sulla memoria selettiva e tutto il resto non vale nemmeno la pena di perderci del tempo. Basta pensare che Israele ha approvato una legge che vieta le celebrazioni della Nakba ai palestinesi.

Si può quindi tranquillamente affermare che quello che fa Pasqua nel suo articolo è esattamente riproporre per l'ennesima volta uno degli atteggiamenti stigmatizzati da Finkelstein, ovvero evitare la discussione tacciando di antisemitismo chiunque osi esporre opinioni non allineate alla difesa dello stato d'Israele. E proprio grazie a gente come lui, Israele può procedere senza problemi con il suo genocidio del popolo palestinese, per il quale nessuno s'è mai sognato di chiedere una no-fly zone.


p.s. Il libro sarebbe meglio ve lo compraste, visto che Finkelstein non può nemmeno più insegnare. Ma se siete poveri, lo trovate qui:
http://www.vho.org/aaargh/fran/livres3/NFOlocausto.pdf

p.p.s. perchè ognuno possa farsi un'opinione in merito:
http://www.cloroalclero.com/
La mia l'ho già espressa chiaramente.

0 commenti: